Bestiario minore delle creature dimenticate non è un inventario fantastico né una raccolta di racconti.
Le creature che abitano queste pagine non hanno origine certa né forma stabile. Compaiono nei luoghi in cui la funzione si è indebolita: corridoi che non conducono, stanze disabitate, spazi in attesa. Non chiedono attenzione, non reclamano memoria.
Ogni voce registra una presenza residua, un effetto minimo, una sospensione. Non l'evento, ma ciò che resta dopo.
Il libro procede per sottrazione: le creature si fanno sempre più rare, il linguaggio più essenziale, lo spazio più silenzioso. Fino a una sparizione che non produce conclusione, ma arresto.
Scritto in una prosa asciutta e controllata, Bestiario minore delle creature dimenticate è un testo di soglia: non spiega, non consola, non trattiene.
Un libro per chi cerca nella letteratura non una storia, ma una forma di attenzione.