Gio è un giornalista sportivo milanese: sognatore, impulsivo e appassionato, trascorre gli anni tra trasferte, tifoserie e serate con gli amici. Una folgorazione a Parigi per Alice dà avvio a un intermezzo romantico che si trasforma in ricordi indimenticabili: lezioni improvvisate, viaggi, estati a Cracovia e fughe a Formentera. Ma la vita adulta ha i suoi pesi: la carriera traballa, tradimenti del lavoro e rapporti professionali ambigui lo spingono a perdere la stabilità; intanto Alice sceglie un'altra strada e si sposa. Gio inciampa in altre relazioni - un amore che sembra poterlo salvare, la convivenza, la paternità - ma anche qui le difficoltà tornano e nasce la separazione; rimane la figlia Ginevra, il centro della sua vita. Tra vacanze che curano e trasferte che consumano, il protagonista impara a essere padre, ad affrontare perdite familiari (la nonna, la malattia della madre) e a ricollocare il proprio posto nel mondo. Una nuova stagione lavorativa porta opportunità e frustrazioni, poi un incontro inatteso con Alice riaccende ciò che sembrava perduto: quotidianità, passioni e la possibilità di un amore ritrovato. Ma la narrazione non risparmia la durezza: diagnosi mediche, drammi personali e ricostruzione di sé accompagnano Gio fino a una scelta di maturità. Tra ironia, tenerezza e crudezza, il romanzo racconta la ferita e il ritorno, l'importanza di perdonare, le complessità della paternità e la fatica di conciliare ambizione e affetti.