"Dio non esiste... dice lo stolto. Contestualizzare per comprendere" è un saggio teologico di Fr. Riccardo Lufrani, O.P., che affronta il paradosso del Salmo 13,1 per fondare, su basi tomiste, la necessità della contestualizzazione ermeneutica in teologia.
Sinossi del volumeIl libro parte da uno scandalo testuale: la Sacra Scrittura, ispirata e senza errore, contiene la frase Dio non esiste, pronunciata dallo stolto nel Salmo 13,1. Da questo paradosso l'autore sviluppa la tesi centrale dell'opera: la medesima proposizione è eresia se isolata dal suo contesto, verità teologica oggettiva se correttamente collocata nella cornice letteraria e spirituale che la racchiude. Attraverso sei capitoli, una Prefazione e un'Appendice con una Disputatio Sollemnis, il volume mostra come il realismo gnoseologico di san Tommaso d'Aquino - sintetizzato nell'assioma quidquid recipitur ad modum recipientis recipitur - costituisca il fondamento filosofico più solido per comprendere perché la contestualizzazione storica, filologica e archeologica non minacci la fede, ma ne sia anzi la via d'accesso necessaria.
Un dialogo tra Tommaso e la modernitàCon rigore accademico ma linguaggio accessibile, l'autore mette in dialogo l'Aquinate con pensatori contemporanei come Hans-Georg Gadamer, Paul Ricoeur e Christoph Theobald, rintracciando nella Summa Theologiae le radici remote di categorie ermeneutiche oggi centrali - la tradizione, la phronēsis, il verbum mentis, la rivelazione come incontro - senza mai cedere al concordismo che appiattirebbe le differenze tra sistemi filosofici distinti. Un capitolo è dedicato a un caso di studio esegetico su Efesini 1,10 e allo sviluppo del dogma, mentre un altro affronta il rapporto tra archeologia ed esegesi attraverso il caso storico e teologico di Re Davide, tra dibattito minimalista-massimalista e la figura di Davide come prefigurazione di Cristo.
Perché leggerloIl libro combatte su due fronti: contro il fondamentalismo, che rifiuta la storicità della rivelazione tradendo così la verità stessa dell'Incarnazione, e contro il relativismo, che dissolve ogni verità oggettiva nel gioco infinito delle interpretazioni. La tesi di fondo - che ogni teologia decontestualizzata degenera in ideologia, e l'ideologia in idolatria - offre una chiave potente per chiunque si occupi di esegesi biblica, teologia dogmatica, filosofia della religione o formazione ecclesiastica.
Scritto da un domenicano con solida formazione presso l'Università di Friburgo e l'École biblique et archéologique française de Jérusalem, il volume unisce erudizione patristica e tomista a una scrittura pensata per studenti di teologia, sacerdoti, seminaristi e lettori laici interessati al rapporto tra fede e ragione, storia e dogma, critica biblica e tradizione ecclesiale.
Un libro necessario per chi vuole comprendere perché contestualizzare la Scrittura, la storia della Chiesa e la stessa filosofia di san Tommaso non sia un cedimento al relativismo moderno, ma - al contrario - l'atto di fede più onesto e più profondo nella verità di un Dio che ha scelto di farsi storia.