La storia, quella piccola cronaca saccente di cose che sono accadute, raramente si ferma a considerare quanto spettacolosamente avrebbe potuto andare storta. Ma noi sì.
In questo secondo volume di alternative oltraggiose, marciamo audacemente nei secoli intrisi di polvere da sparo dove sorgono imperi, scoppiano rivoluzioni e l'occasionale filosofo cerca di inventare l'utopia con una penna d'oca e una discutibile comprensione della natura umana. Dai sogni iberici di regni africani interni a megastati Moghul che davvero si tengono insieme (scioccante, lo sappiamo), questo libro esplora il vertiginoso caos che avrebbe potuto essere se solo poche persone avessero preso decisioni marginalmente migliori-o peggiori.
E se la stampa non fosse mai stata inventata, e la conoscenza fosse rimasta rinchiusa in polverosi monasteri insieme a monaci sospettosamente passivo-aggressivi? E se l'Invincibile Armata spagnola avesse reso l'Inghilterra cattolica e avesse spedito Shakespeare all'Inquisizione? E se Napoleone ce l'avesse fatta davvero, e l'Europa fosse diventata il giardino un po' più scontroso della Francia?
Mescolando intuizione accademica con un umorismo secco e schietto, Dai Moschetti alla Follia è il vostro passaporto per un mondo dove l'Illuminismo si è dimenticato il regolamento, le colonie non sono diventate indipendenti, e gli Ottomani alla fine hanno preso Vienna (e probabilmente se ne sono vantati un sacco).