Bisogna accettare il fatto, assai doloroso, che alcune domande non vengono piů poste... scrive Nicolas Bourriaud nell'introduzione a Estetica relazionale, ma č proprio il tentativo di capovolgere questa dinamica che lo rende uno dei piů prolifici e popolari teorici contemporanei. Questo "classico", scritto alla fine degli anni Novanta, indaga le idee e i principi che hanno reso l'arte relazionale una delle tendenze artistiche piů significative degli ultimi due decenni. Quali rapporti intrattiene l'arte con la societŕ, la storia, la cultura? Da dove proviene la nostra ossessione per l'interattivitŕ? Dopo la societŕ dei consumi e l'era della comunicazione l'arte contribuisce ancora alle emergenze di una societŕ razionale? In che modo l'arte resiste all'omologazione imperante? «Nonostante le difformitŕ di giudizio espresse dal panorama critico internazionale, non si puň non rilevare che raramente un libro d'arte ha ricevuto tanti riscontri da parte degli addetti ai lavori e (anche) di un pubblico generico, e soprattutto che mai, nella storia recente, un testo ha ricevuto tante recensioni e critiche. L'attenzione che autorevoli riviste, come October o Third Text, mostre, convegni internazionali o importanti teorici come Jacques Rancičre hanno riservato, anche a distanza di anni, a Estetica relazionale non puň che confermare, pertanto, la preziosa intuizione di Bourriaud che l'ha portato a cogliere con estrema precisione gli elementi vitali dell'arte degli anni Novanta.» Roberto Pinto.