Arcola, oggi. Nadia Bertagna ha un contratto di sei mesi, una valigia che sta sempre nello stesso posto, e nessuna intenzione di restare più a lungo del dovuto. Finché non apre un faldone che non era nella sua lista.
Dentro, una rettifica di confini del 1928, apparentemente innocua. Ma c'è anche un elenco fuori protocollo, un nome cancellato a matita, una busta vuota con scritto solo "Gastaldi". E un archivista che le dice, con una fermezza che non si aspettava, di lasciar perdere.
Sedici anni dopo quella rettifica, all'alba del 27 settembre 1944, tre uomini di Romito furono fucilati. Uno si chiamava Nello Gastaldi. Nadia non lo sa ancora, ma sta per scoprire che quella storia non riguarda solo il paese dove lavora per sei mesi: riguarda anche il cognome che non porta più da tre generazioni.
Mentre un consigliere comunale con un cognome pesante fa di tutto - prima con garbo, poi senza - per richiudere quel faldone, Nadia deve decidere quanto è disposta a perdere per una verità che in ottant'anni, in un paese dove tutti si conoscono, nessuno ha mai avuto il coraggio di dire ad alta voce.
Un noir storico ambientato nell'entroterra ligure, tra confini disegnati a tavolino e colpe che si tramandano come un cognome. Dove ogni generazione sceglie, a modo suo, cosa tacere.