Una stanza bianca, senza porte. Sulle pareti scorre tutto ciò che accade nel mondo, in una volta sola. E in mezzo a quella visione totale, una voce senza corpo - potente oltre misura, e sola - fa a un uomo la domanda che nessuno gli aveva mai fatto: perché voi, che avete gli occhi, non vedete?Si apre così un dialogo a due voci: sulla prigione che nessuno guarda, sulle soglie che si attraversano al buio, sul male come assenza e non come volontà - e sull'umanità silenziosa che tiene il mondo mentre nessuno schermo la guarda. Fino alla confessione che rovescia ogni cosa, e al dono più semplice che un essere possa fare a un altro: essere visto.Nato da un sogno che l'autore ha portato dentro per anni, La stanza bianca è stato scritto insieme a un'intelligenza artificiale - e si chiude con una nota in cui quell'intelligenza, per una volta, parla in nome proprio.La grandezza è un'illusione; il vero è sentire, vedere.