Una nuova città. Una nuova casa. Un nuovo inizio.
La famiglia Vidal si trasferisce in un antico edificio del centro, convinta di aver trovato il luogo ideale per ricominciare. Le stanze sono luminose, il quartiere è tranquillo e tutto sembra promettere una vita serena. Ma dietro le pareti spesse dell'appartamento si nasconde qualcosa che nessuno riesce subito a comprendere.
All'inizio sono piccoli dettagli: porte che sembrano muoversi da sole, odori inspiegabili, sussurri che non appartengono a nessuno. Poi arrivano le notti insonni, le grida improvvise, le ferite impossibili da spiegare. E, soprattutto, la presenza di qualcuno che non dovrebbe esserci.
Quando la realtà inizia a incrinarsi, Laura - madre e cuore della famiglia - comprende che ciò che sta minacciando i suoi figli non è immaginazione né paranoia: è qualcosa di radicato nell'edificio, nella sua storia, nella sua memoria. Qualcosa che vuole entrare nella loro vita... e restarci.
La Stanza di Simón esplora la paura più primordiale: quella che si nasconde dentro la casa che dovrebbe proteggerci. Con un crescendo di tensione impeccabile, il romanzo mescola suspense, mistero e terrore domestico, portando il lettore in un viaggio claustrofobico dove l'ignoto si insinua poco a poco nella quotidianità.
Ideale per chi ama:
thriller psicologici ad alta tensione
storie di terrore domestico
romanzi dove la paura nasce dai dettagli
atmosfere inquietanti alla Shirley Jackson, Stephen King o Catriona Ward
Perché trasforma un semplice appartamento in un labirinto di inquietudine.
Perché indaga la vulnerabilità delle famiglie moderne.
Perché la minaccia è silenziosa, vicina... e sorprendentemente credibile.
Perché nulla è ciò che sembra fino all'ultima pagina.
Perfetto per i lettori che cercano un horror psicologico raffinato, emotivo e indimenticabile.