Liam Karter è un ragazzo cresciuto tra le ombre di Seattle, in una casa dove il padre alcolista e spesso violento, occupava lo spazio come un temporale improvviso, e la madre, sempre troppo impegnata col suo lavoro, sembrava vivere altrove, lontana anche quando era a due passi da lui.
Una donna presente solo con il corpo, ma assente in tutto il resto.
Liam lavora in un piccolo negozio di dischi.
Ogni volta che esce dal turno, prende la strada più lunga, quella che porta al muretto isolato dove nessuno passa mai.
Lì si fuma una sigaretta ricreativa, lasciando che il fumo si mescoli alla nebbia.
Un giorno, un gatto randagio gli compare accanto, si arrampica sulle sue gambe e si accoccola lì, come se sapesse esattamente di cosa ha bisogno.
Rimangono così per un'ora o due, in un silenzio che fa meno male del resto.
Liam è un musicista!
Quando riesce a trovare un momento di tranquillità apre la custodia della chitarra e la sfiora con la delicatezza di chi teme di rompere la sola cosa buona della sua vita, e comincia a suonare.
Compone melodie che gli graffiano il cuore, canzoni che vorrebbe far ascoltare al mondo ma che allo stesso tempo lo spaventano.
Per questo le tiene per sé.
Perché la musica, almeno quella, non deve essere giudicata.