Questo è, insieme dopo "Clodia, la donna che infranse le regole", il secondo libro di una collana che intende riproporre le biografie di alcuni celebri personaggi femminili del passato (soprattutto di epoca romana), depurate di ogni stereotipo e di tutti quegli elementi fantasiosi creati ad arte dagli storici antichi, per offrire ai lettori esempi di modelli negativi solo perché infransero consapevolmente la morale tradizionale. In questo saggio romanzato è ricostruita la storia di Messalina, da sempre presentata come una donna malvagia, colpevole di avere calpestato ogni regola dell'etica quiritaria soprattutto in materia di sessualità. Si è cercato di dare qui una risposta a queste semplici (ma al tempo stesso complesse) domande: Messalina fece della sua lussuria una forma perversione o un atto di ribellione? E se fu un atto consapevole di ribellione contro chi si sarebbe rivolta, contro il potere imperiale rappresentato in primo luogo dal marito Claudio o contro un sistema oppressivo che da sempre voleva le donne sottomesse al padre o al marito e relegate alla cura dei lavori domestici?