Il futuro non si prevede. Ritorna.
Un professore radiato dal mondo accademico riceve una lettera senza firma: Vieni prima dell'autunno. Tre parole che lo strappano dalla vita ordinaria e lo gettano in un viaggio attraverso l'Anatolia orientale, tra deserti implacabili e città che hanno dimenticato il proprio nome.
Tra pelli di serpente appese come antichi oracoli e ossa che pulsano di un battito più antico del tempo, scoprirà che il mondo non parla con le parole-ma con il silenzio tra una squama e l'altra.
Che il deserto non nasconde l'acqua: la protegge, attendendo chi abbia il coraggio di scavare sotto i propri piedi. Che le biblioteche più vere sono fatte non di libri da salvare, ma di oblio da abbracciare.
Oracoli Rettiliani è un'esperienza sensoriale che dissolve le certezze della ragione per rivelare ciò che pulsa sotto la superficie della realtà: il ritorno ciclico di qualcosa che non è mai scomparso. Non dèi, non mostri-ma il principio stesso del cerchio, del serpente che abbandona la pelle vecchia non per diventare altro, ma per continuare a essere se stesso.
Un viaggio in cui ogni passo cancella una certezza e ogni silenzio rivela una verità. Dove il lettore non cerca risposte-ma impara a camminare nel mezzo, senza destinazione, senza spiegazioni, con il solo battito nelle ossa a guidarlo verso ciò che sta per ritornare... senza annuncio.
A CHI È RIVOLTO QUESTO LIBRO:
A chi ha sentito, almeno una volta, che il mondo nasconde un respiro più antico delle parole.
A chi sa che scavare nel deserto non serve a trovare acqua-ma a ricordare che l'acqua era sempre stata lì, sotto i piedi.
A chi non teme il silenzio tra una squama e l'altra-perché sa che lì batte il cuore del mondo.