Quella piccola imbarcazione ondeggiava senza tregua in balia dell'incessante andirivieni delle onde. Sotto la sferza di un sole cocente di giorno e di un freddo impietoso di notte, i tre sventurati passeggeri, sdraiati sulla chiglia allagata, completamente coperti da un telo, le mani e i piedi legati, aspettavano rassegnati che quel supplizio finisse al più presto.Separata dalla spiaggia per 3 miglia al largo, lontana, lontanissima dal banco di sabbia e dagli sguardi curiosi che avrebbero potuto rilevarne la presenza, quella canoa era abbandonata in mezzo al tutto e al nulla dell'immenso Oceano Pacifico, ma era attaccata a breve distanza a una lancia con il motore spento, ancorata e sotto continua vigilanza. Per evitare eventuali ingerenze esterne che avrebbero potuto suscitare qualche sospetto, gli occupanti della seconda chiatta fingevano di essere impegnati nella pesca.