Perché mai, mentre ci avvicinavamo ad Atene, questo sguardo sul deserto che si estende, sull’inarrestabile destino della terra che nega la possibilità di un soggiorno? Ciò che agitava i miei pensieri non era il venir meno della speranza, né un confronto distaccato fra ieri e oggi. Avevo in mente una sola domanda: poteva ancora essere concesso all’uomo un soggiorno familiare, come quello che un tempo fu concesso alla grecità, un soggiorno più iniziale e più grande, straordinario eppure più misurato? Anche il soggiorno di quel tempo, però, non durò oltre il limite che gli era stato assegnato e fu presto interrotto. Quel soggiorno resterà irripetibile. Eppure non è trascorso. Esso rimane come l’inizio che, dopo molteplici rivolgimenti, determina il mondo della tecnica e dell’industria scientifica dell’epoca presente. Si può condecidere il corso della storia: sarà diverso a seconda che nel rapporto con l’inizio lo si oblii o lo si rammemori. Il viaggio in Grecia, se ci si propone qualcosa di più che il divertimento o l’istruzione, deve attenersi al corso di queste meditazioni».