I tabù sembrano materia superata, eppure esiste una provincia del sapere estremamente delicata e sensibile che ne è ancora afflitta. Tale provincia è quella dell’educazione. In questo libro, con piglio controeducativo, se ne propone un elenco e un tentativo di elaborazione, senza farsi mancare il sale e il pepe d’autore, già da tempo impegnato a passare a contropelo una cultura, che, ancor capitanata in buona sostanza da Monsignor della Casa e Tata Lucia, appare tra le più arretrate e muffose. Qui vengono passati a fil di spada i tabù che concernono il sacro materno, il sesso dei bambini, la morte, il fallimento, quel curioso costrutto micidiale definito scuola, il piacere, l’ozio e diversi altri che ancora incutono tremori nel tapino volgo pedagogico.